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Nel
romanzo di Milan Kundera L’Insostenibile
Leggerezza dell’Essere è in realtà un’amara
constatazione dell’Ineluttabile Pesantezza del
Vivere che è insita nella fitta rete di
condizionamenti pubblici e privati che finiscono
per avvolgere ogni esistenza con nodi sempre più
stretti. Se tutto quello che scegliamo e
apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il
proprio peso insostenibile, quanto peggiore è la
situazione in caso di circostanze pesanti e
indesiderate, come la malattia?
Scrive Italo
Calvino ne La Leggerezza (Lezioni Americane):
“Nei momenti in cui il regno dell’umano mi
sembra condannato alla pesantezza, penso che
dovrei volare come Perseo in un altro spazio.
Non sto parlando di fughe nel sogno o
nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare
il mio approccio, devo guardare il mondo con
un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi
di conoscenza e di verifica. Le immagini di
leggerezza che io cerco non devono lasciarsi
dissolvere come sogni dalla realtà del presente
e del futuro...”
Calvino punta alla concretezza
e ci suggerisce una formula efficace per quella
che molti credono essere la vitalità dei tempi,
troppo spesso rumorosa, aggressiva,
inarrestabile: sollevarsi dalla pesantezza del
mondo togliendogli peso, alleggerendosi. La
leggerezza diventa quindi un valore anziché un
difetto, anche perché non è la leggerezza
casuale della piuma ma quella determinata del
gabbiano.
Da qui al libro di Richard Bach
Il
gabbiano Jonathan Livingston il passo è breve.
Jonathan è un gabbiano che abbandona la massa
dei comuni gabbiani, per i quali volare non è
che un mezzo per procurarsi il cibo, e impara a
svolgere il volo come atto di perizia e di
intelligenza, fonte di perfezione e di gioia.
Diventa così un simbolo, la guida di chi ha la
forza di ubbidire alla propria legge interiore
nonostante i pregiudizi degli altri; di chi
prova un piacere particolare nel far bene le
cose a cui si dedica: una specie di maestro
spirituale semplice e istintivo ma non per
questo meno efficace nel suo insegnamento.
Per
togliere peso e volare più in alto ci vuole
forza. Una forza che diventa valore laddove ci
viene dalla trasformazione delle nostre
debolezze: essere consapevoli dei propri limiti;
volere cercare i significati che non conosciamo,
non lasciarsi scoraggiare e vincere le paure,
voler superare ogni apparenza oltre la quale
potremmo vedere, come in uno specchio, la nostra
anima.
In realtà, anche noi, come in Montale
(Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non
siamo, ciò che non vogliamo), sappiamo di più
quello che non siamo. Persone che parlano
troppo. Persone che sognano troppo. Persone che
sono troppo sicuri. Insomma, non vorremmo essere
troppo di nulla. Il ‘troppo’ è un peso di cui
vorremmo liberarci.
Non sembra, ma questo è un
sito di medicina, anzi di senologia oncologica.
Potrebbe stupirsi chi ritiene che la medicina
sia una competenza scientifica senza riflettere
che è anche una scienza umana dietro la quale vi
sono individui il risultato del cui lavoro
dipende anche, in maniera più o meno
consapevole, della cultura e degli
atteggiamenti. La cultura di medici non deve
essere incentrata solo sulla malattia e sulle
sue possibili conseguenze, ma deve costruire
insieme alle diverse forze sociali una cultura
della salute fondamentale per la qualità della
vita, deve creare un linguaggio chiaro e “in
positivo” per limitare l’inevitabile costo
psicologico dovuto alle incertezze della
diagnosi e alla scarsa comunicazione con i
medici. |
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Nella senologia oncologica la
comunicazione è importante e bisogna
lavorarci molto, soprattutto sui fantasmi
della malattia. Anche solo un dubbio
è capace di suscitare situazioni
angoscianti e poiché le reazioni
psicologiche avvengono a catena, bisogna
che le donne vengano sostenute, se
possibile, prima ancora che si scatenino
i meccanismi di angoscia. I medici
debbono avere fiducia nella scienza e
debbono sentirsi abbastanza sicuri, per
loro stessi ma anche per poter
trasmettere alle donne una maggiore
sicurezza. Per i suddetti motivi, per
alleggerire e rendere ‘sostenibile’ il
nostro voler essere sani, questo sito
privilegerà le informazioni pratiche
sulla salute senza addentrarsi molto
sulle nozioni della malattia e del suo
trattamento, già ampiamente trattate in
altri siti più qualificati del nostro
(v. link); informazioni che hanno
solo finalità divulgative educative,
destinate comunque ad incoraggiare, e
non a sostituire, le relazioni esistenti
tra paziente e medico. Va da sé che non
costituiscono pertanto motivo di
autodiagnosi o automedicazione: in caso
di sintomi clinici è sempre necessario
rivolgersi ad un medico. |
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